Guida pratica

Lesioni da pressione: prevenzione e stadi per OSS

Guida OSS alla prevenzione delle lesioni da pressione, ai cambi posturali individuali e alla descrizione dei cambiamenti da riferire all'équipe.

Revisione OSSRevisionata da Giuseppe Pignataro, OSS e coordinatore assistenziale. La revisione riguarda chiarezza operativa, ruolo e limiti dell'OSS; non equivale a certificazione o revisione clinica e non sostituisce protocolli aziendali, formazione o indicazioni dell'équipe.
Operatore che riposiziona e controlla la cute di una persona allettata

Le lesioni da pressione possono interessare cute e tessuti sottostanti, spesso nei punti sottoposti a pressione o scorrimento. L’OSS contribuisce alla prevenzione con igiene, mobilizzazione pianificata, uso degli ausili indicati, osservazione e segnalazione. Non valuta clinicamente la lesione né ne assegna lo stadio.

Dove osservare la cute

Durante igiene, vestizione e mobilizzazione osserva i punti sottoposti più spesso a pressione: talloni, malleoli, ginocchia, sacro, trocanteri, gomiti, scapole, nuca e orecchie. Considera anche le zone sotto dispositivi e presidi, se rientra nella procedura assegnata.

Il cambiamento di colore può essere meno evidente su alcune tonalità di pelle. Presta attenzione anche a differenze di temperatura o consistenza, gonfiore, dolore riferito, umidità persistente o una lesione visibile. Non massaggiare un’area arrossata e non premere la cute per eseguire prove cliniche.

Cambi posturali e ausili: segue il piano individuale

La frequenza e la posizione dipendono dalla valutazione dei professionisti, dalla mobilità, dal comfort, dalla cute, dal materasso e dagli altri presidi. Non applicare automaticamente “ogni due ore” o un intervallo fisso: controlla il piano, registra l’attività come richiesto e riferisci se non è possibile rispettarlo.

Durante il riposizionamento:

  1. Spiega il movimento e invita la persona a partecipare per quanto può.
  2. Coordina l’intervento con i colleghi quando il piano o la sicurezza lo richiedono.
  3. Usa gli ausili previsti, evitando di trascinare la persona sulla superficie.
  4. Sistema lenzuola e indumenti senza pieghe e verifica che la posizione sia confortevole.
  5. Segnala dolore, rifiuto, instabilità o indisponibilità di un presidio.

Per chi resta seduto, alternanza delle posizioni e scarico della pressione devono seguire il piano e le possibilità della persona. Non indicare manovre o tempi standard senza conoscere le condizioni individuali.

Cura quotidiana e prevenzione

  • Mantieni la cute pulita e asciutta con i prodotti previsti, senza strofinare energicamente.
  • Cambia biancheria umida o sporca e segnala episodi ripetuti di incontinenza o sudorazione.
  • Non applicare creme, medicazioni o presidi su cute lesa se non indicati dalla procedura.
  • Durante pasti e idratazione, osserva calo dell’assunzione o difficoltà e riferiscili; non imporre quantità non previste.
  • Usa materasso, cuscini e protezioni scelti dall’équipe e segnala se sono guasti o mancanti.

Stadi delle lesioni: schema didattico, non classificazione OSS

Per il ripasso, le classificazioni cliniche descrivono in modo crescente la profondità e i tessuti coinvolti. La tabella è soltanto uno schema orientativo; l’OSS non assegna lo stadio né decide il trattamento.

Categoria descritta nelle classificazioniSintesi per lo studio
Stadio 1Cute integra con alterazione persistente del colore, che può apparire diversamente secondo la tonalità della pelle.
Stadio 2Perdita parziale dello spessore cutaneo o vescica compatibile con la definizione clinica adottata.
Stadio 3Perdita a tutto spessore della cute, con interessamento del tessuto sottocutaneo.
Stadio 4Perdita a tutto spessore con esposizione o coinvolgimento di strutture profonde.
Non classificabile o sospetta lesione profondaAlcune classificazioni prevedono categorie specifiche quando la profondità non è visibile o si sospetta un danno profondo. La valutazione spetta al professionista.

I sistemi di classificazione e i termini possono dipendere dalla linea guida e dalla procedura adottata. Per l’OSS la priorità è segnalare presto ciò che vede e riferisce la persona, senza etichettare la lesione.

Braden e Norton: che cosa ricordare

Braden e Norton sono scale usate da professionisti per strutturare la valutazione del rischio, ma non sono intercambiabili e possono esistere versioni diverse. In modo generale, Braden considera aspetti come percezione sensoriale, umidità, attività, mobilità, nutrizione e frizione/scivolamento; Norton considera condizioni generali e mentali, attività, mobilità e continenza.

Per l’OSS sono utili come promemoria delle osservazioni quotidiane. L’assegnazione del punteggio e la scelta della scala seguono competenza, formazione e procedura del servizio. Vedi il confronto didattico tra Braden e Norton senza usare elenchi o punteggi al posto della valutazione professionale.

Che cosa riferire e quando

Riferisci secondo la procedura, senza formulare diagnosi:

  • sede del cambiamento e momento in cui lo hai notato;
  • colore diverso, vescica, abrasione o ferita visibile;
  • differenza di temperatura o consistenza rispetto alla cute circostante;
  • dolore o fastidio riferito dalla persona;
  • umidità, secrezioni o cambiamento rapido;
  • difficoltà a effettuare un cambio posturale o a usare un presidio.

Esempio: “Durante l’igiene delle 9 ho notato una zona più scura e calda sul tallone destro. La persona riferisce dolore quando appoggia il piede. Ho lasciato il tallone senza pressione secondo il piano e ho avvisato l’infermiere.”

Guide e fonti

Le procedure del servizio e le indicazioni dell’équipe definiscono ausili, frequenza dei cambi e modalità di segnalazione.

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Domande frequenti

Ogni quanto si cambia posizione a una persona allettata?

Non esiste un intervallo uguale per tutti. Segui piano assistenziale, valutazione del rischio, condizioni della cute, comfort e indicazioni dell'équipe.

L'OSS può assegnare lo stadio a una lesione?

No. La classificazione e la valutazione clinica spettano ai professionisti competenti. L'OSS descrive ciò che osserva e riferisce tempestivamente.

Quali cambiamenti della cute vanno riferiti?

Alterazioni di colore, temperatura o consistenza, dolore riferito, vesciche, ferite, umidità persistente o peggioramento. Descrivi sede e momento senza attribuire una diagnosi.

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