Guida pratica

Cure palliative e accompagnamento al fine vita: ruolo dell'OSS

L'assistenza al malato terminale: controllo del dolore, igiene speciale, bisogni relazionali e supporto alla famiglia nel fine vita per l'OSS.

OSS che offre presenza compassionevole a un paziente in cure palliative in hospice

L’accompagnamento al fine vita e l’assistenza nell’ambito delle cure palliative rappresentano una delle prove umane e professionali più impegnative per l’OSS (Operatore Socio Sanitario). In questa fase, l’azione assistenziale non è più finalizzata alla riabilitazione o alla guarigione, ma alla tutela della dignità del morente, al sollievo dal dolore e alla cura del comfort globale del paziente.

I principi delle cure palliative

La legge 38/2010 garantisce il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore. L’approccio palliativo si basa su:

  • La centralità della persona: Rispetto dei desideri e dei valori etici o religiosi del malato.
  • La multidimensionalità della cura: Presa in carico dei bisogni fisici (dolore, nausea, dispnea), psicologici, spirituali e relazionali.
  • La famiglia come unità di cura: Anche i familiari necessitano di ascolto, supporto e accompagnamento durante l’agonia e la fase successiva del lutto.

Interventi assistenziali pratici dell’OSS nel fine vita

L’OSS partecipa attivamente al piano di assistenza individualizzato (PAI) concentrandosi sul benessere fisico del malato.

1. Controllo della postura e del comfort

  • Cambia delicatamente la posizione del paziente allettato per prevenire le lesioni da pressione e favorire la respirazione. Se il paziente ha difficoltà respiratorie (dispnea), posizionalo con la testata del letto sollevata (Fowler o semi-Fowler).
  • Evita movimenti bruschi o mobilizzazioni dolorose e non necessarie se il paziente è molto affaticato.

2. Cura della cute e delle mucose

  • Igiene quotidiana: Esegui l’igiene parziale o totale a letto con estrema delicatezza, usando detergenti oleosi e idratando la cute per evitare pruriti e secchezza.
  • Cura della bocca: Nei pazienti in agonia la respirazione avviene spesso a bocca aperta, causando una grave secchezza delle mucose. Idrata la bocca ogni ora con tamponi monouso inumiditi con acqua o soluzione fisiologica e applica burro cacao o gel umettanti sulle labbra screpolate.

3. Gestione della sete e della nutrizione

  • Rispetta il rifiuto del cibo o dei liquidi: nelle ultime fasi della vita, l’organismo rallenta e la nutrizione forzata può causare nausea, vomito o sovraccarico circolatorio.
  • Non forzare mai la deglutizione per evitare la polmonite ab ingestis.

4. Monitoraggio del dolore e dei sintomi

L’OSS deve saper cogliere i segni non verbali di dolore o malessere nel paziente che non riesce più a comunicare:

  • Mimica facciale contratta o smorfie.
  • Gemiti, lamenti o respiro affannoso.
  • Rigidità muscolare o pugni chiusi.
  • Agitazione motoria insolita.

Cosa fare: Riferisci immediatamente all’infermiere qualsiasi sospetto di dolore affinché possa adeguare la terapia analgesica.


La comunicazione empatica con il malato e la famiglia

Nel fine vita, la comunicazione non verbale assume un valore immenso.

  • La presenza: A volte basta sedersi vicino al letto, mantenere il contatto visivo o tenere la mano del paziente in silenzio per trasmettere vicinanza e sicurezza.
  • L’ascolto attivo: Accogli i timori, le domande spirituali o i silenzi del malato e dei familiari senza dare risposte preconfezionate o rassicurazioni infondate.
  • Il rispetto del lutto: Permetti ai familiari di esprimere le proprie emozioni (pianto, rabbia, disperazione) in modo protetto, garantendo loro la massima riservatezza.

Puoi approfondire le manovre di igiene nel paziente allettato consultando la guida sull’igiene della persona a letto o leggere le procedure per l’osservazione dei cambiamenti del paziente.

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Domande frequenti

Qual è l'obiettivo principale delle cure palliative?

L'obiettivo non è guarire dalla malattia, ma garantire la migliore qualità di vita possibile al malato terminale e alla sua famiglia, attraverso il controllo del dolore, dei sintomi fisici e del sofferenza psicologica, spirituale e sociale.

Come deve comportarsi l'OSS davanti alla richiesta di acqua da parte di un paziente in fine vita non più in grado di deglutire?

Non deve somministrare acqua per bocca per evitare l'aspirazione. Deve invece umidificare frequentemente le labbra e il cavo orale con tamponi umidi o ghiaccio tritato in garza, e segnalare la sete all'infermiere.

Cos'è il rantolo agonico e come si gestisce?

È un rumore respiratorio tipico delle ultime ore di vita, dovuto all'accumulo di secrezioni nelle vie aeree che il paziente non riesce più a espellere. Si gestisce posizionando il paziente di lato (decubito laterale) e, su indicazione infermieristica, somministrando farmaci che riducono le secrezioni.

Come può l'OSS supportare i familiari di un paziente morente?

Offrendo una presenza discreta ed empatica, garantendo loro la possibilità di stare vicini al proprio caro in un ambiente intimo e silenzioso, accogliendo il loro dolore senza giudicare o dare false speranze.

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