I familiari sono alleati preziosi nella cura della persona assistita. Una buona comunicazione da parte dell’OSS rafforza la fiducia, riduce l’ansia e favorisce la collaborazione.
Buone prassi di comunicazione
Presentati e usa il nome della persona.
Usa un tono calmo e non frettoloso.
Ascolta attivamente: lascia parlare, fai cenni di assenso.
Usa frasi concrete: “Ha mangiato bene a pranzo” invece di “sta bene”.
Se non sai qualcosa: “Non ho questi dati, lo chiedo all’infermiere e ti aggiorno”.
Rispetta i tempi: i familiari possono essere stanchi o agitati.
Posso dare ai familiari informazioni cliniche sul paziente?
Puoi dare informazioni di base sull'andamento della giornata e sull'assistenza (come ha mangiato, se ha riposato). Per dati clinici, terapie o prognosi indirizza sempre all'infermiere o al medico.
Come gestisco un familiare arrabbiato o preoccupato?
Ascolta senza interrompere, riconosci l'emozione ('Capisco che è preoccupato'), non difenderti e non promettere cose che non puoi controllare. Segnala all'infermiere.
Devo riferire sempre tutto ciò che i familiari dicono?
Si. Annota richieste, lamentele, osservazioni utili sul paziente e trasmettile nel passaggio di consegne o direttamente all'infermiere.
Come coinvolgo i familiari nell'assistenza?
Chiedi cosa sono disposti a fare, spiega semplici tecniche (come aiutare a mangiare o a camminare), ma non delegare compiti che spettano al personale.
Cosa fare se un familiare chiede di non dire certe cose al paziente?
Rispetta la richiesta ma segnalala all'equipe. Non mentire al paziente. Le decisioni su cosa comunicare competono al medico.
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