Guida pratica

Assistenza al paziente con gesso o trazione: la guida per l'OSS

Come assistere e garantire il comfort del paziente con gesso o in trazione ortopedica: la sorveglianza, l'igiene e il ruolo dell'OSS.

OSS che assiste con cura un paziente con gamba in gesso o trazione, sistemando cuscini e verificando il comfort

I pazienti immobilizzati da apparecchi gessati o sottoposti a trazione ortopedica (scheletrica o cutanea) richiedono un’assistenza attenta e specifica da parte dell’OSS per prevenire complicanze circolatorie, cutanee e garantire il massimo comfort termico e posturale.

Assistenza al paziente con apparecchio gessato

La cura di un arto gessato richiede attenzione alla postura e alla circolazione sanguigna.

1. Posizionamento corretto

  • Mantieni l’arto gessato leggermente sollevato rispetto al livello del cuore (utilizzando cuscini) per favorire il ritorno venoso e ridurre il gonfiore.
  • Evita di appoggiare il gesso fresco su superfici dure o su spigoli per non deformarlo.

2. Monitoraggio neurovascolare

L’OSS deve controllare frequentemente l’estremità dell’arto (dita delle mani o dei piedi):

  • Colore: Deve essere roseo. Segnala se le dita sono pallide o cianotiche (bluastre).
  • Temperatura: Tocca le dita per assicurarti che siano calde.
  • Sensibilità: Chiedi al paziente se sente formicolio o intorpidimento.
  • Motilità: Invita il paziente a muovere le dita.

Assistenza al paziente in trazione ortopedica

La trazione utilizza un sistema di pesi e carrucole per allineare una frattura prima dell’intervento.

Regole d’oro per l’OSS:

  1. Mai toccare i pesi: Non sollevare i pesi e non appoggiarli a terra, sulle sedie o sulla struttura del letto. La trazione deve essere continua e costante.
  2. Pesi liberi: Verifica che la corda scorra perfettamente nelle carrucole e che il peso sia sospeso nel vuoto.
  3. Igiene del corpo: Esegui l’igiene a letto con spugnature delicate. Fatti aiutare sempre da un collega per sostenere il paziente senza alterare l’asse della trazione.
  4. Prevenzione lesioni da pressione: Il paziente in trazione è ad altissimo rischio di piaghe da decubito (soprattutto su talloni, osso sacro e scapole) perché non può cambiare posizione. Usa ausili antidecubito e ispeziona la pelle quotidianamente.

Cosa osservare e segnalare all’infermiere

Riferisci immediatamente al personale sanitario se riscontri:

  • Dolore improvviso o in forte aumento: Specialmente se il paziente descrive un dolore pulsante o costrittivo all’interno del gesso.
  • Dita fredde, gonfie o insensibili: Chiari segnali di compressione dei vasi sanguigni o dei nervi.
  • Odore sgradevole dal gesso: Può indicare la presenza di una piaga da decubito sottostante infetta.
  • Perdita di liquidi o sangue: Macchie umide che trasudano dal gesso.
  • Spostamento dei chiodi di trazione: Segni di arrossamento, pus o allentamento intorno ai punti di inserimento dei chiodi della trazione scheletrica.

Chiusura

Puoi approfondire la prevenzione delle lesioni e la cura del paziente a letto con le nostre guide:

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Domande frequenti

Quali sono le precauzioni da prendere per un arto appena gessato?

Il gesso fresco impiega fino a 48 ore per asciugare completamente. Va posizionato su superfici morbide (cuscini) evitando punti di pressione concentrati che potrebbero deformarlo o causare lesioni sottostanti.

L'OSS può modificare o rimuovere i pesi della trazione?

Assolutamente no. Il peso della trazione è calcolato dal medico ortopedico per mantenere allineate le ossa. I pesi non devono mai essere rimossi, modificati o appoggiati a terra o sul letto dall'OSS.

Come si esegue l'igiene a un paziente con trazione scheletrica?

L'igiene si esegue a letto con l'aiuto di un collega. Occorre prestare massima attenzione a non urtare il telaio o i pesi e a mantenere pulita e asciutta la zona circostante i chiodi inseriti nell'osso (il cui trattamento spetta all'infermiere).

Quali sono i segnali di allarme in un arto immobilizzato da gesso?

Dita fredde o bluastre, formicolio persistente, incapacità di muovere le dita o forte dolore che non risponde agli antidolorifici (segno di possibile sindrome compartimentale).

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