La gestione dello strumentario sanitario e dei dispositivi medici rientra tra le attività cruciali dell’OSS (Operatore Socio Sanitario) per garantire la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA). Il processo che trasforma uno strumento sporco e infetto in un dispositivo sterile e sicuro deve seguire rigorosamente una catena di passaggi obbligatori, definita catena della sterilizzazione. Salvare anche solo uno di questi passaggi compromette l’intero processo.
Le fasi della catena di sterilizzazione
Ogni strumento chirurgico o dispositivo medico riutilizzabile deve attraversare 6 fasi distinte.
1. Decontaminazione
È il primo trattamento stabilito dalla legge (D.M. 28 settembre 1990) per proteggere gli operatori che maneggiano gli strumenti.
Procedura: Immergi completamente gli strumenti, aperti o smontati, in una bacinella contenente una soluzione disinfettante ad azione virucida e battericida (es. cloroattivi o enzimi) subito dopo l’uso. Questo riduce la carica batterica e impedisce a sangue e secrezioni di seccarsi sullo strumento.
2. Lavaggio (Detersione)
Rimuove lo sporco organico e inorganico residuo.
Metodi: Può essere manuale (spazzolando gli strumenti immersi in acqua e detergente enzimatico per evitare aerosol), ad ultrasuoni (tramite onde d’urto) o meccanico (utilizzando termodisinfettori simili a lavastoviglie professionali).
3. Risciacquo e Asciugatura
Risciacquo: Risciacqua abbondantemente con acqua corrente (meglio se demineralizzata) per rimuovere ogni traccia di detergente che potrebbe corrodere gli strumenti o macchiare le buste.
Asciugatura: Asciuga minuziosamente gli strumenti con panni monouso in carta che non rilasciano fibre o aria compressa. Gli strumenti umidi non possono essere sterilizzati, poiché l’umidità interna impedisce il raggiungimento della sterilità e danneggia le buste.
4. Controllo e Manutenzione
Ispeziona gli strumenti sotto una buona luce. Scarta quelli usurati, arrugginiti o che non funzionano correttamente (es. forbici non affilate). Se necessario, lubrifica gli snodi con oli appositi solubili in acqua.
5. Confezionamento
Protegge lo strumento sterilizzato dall’ambiente esterno fino al momento dell’uso.
Procedura: Inserisci gli strumenti in buste accoppiate di carta-film plastico. Sigilla la busta tramite termosaldatrice (larghezza minima della saldatura: 8 mm o superiore). Controlla che le buste contengano l’indicatore chimico di processo e annota la data di confezionamento, di scadenza e il codice dell’operatore.
6. Sterilizzazione
È la distruzione di ogni forma di vita microbica, comprese le spore batteriche.
Autoclave a vapore: È il metodo più sicuro, economico ed ecologico. Utilizza vapore saturo sotto pressione.
Altri metodi: Ossido di etilene (gas tossico usato a livello industriale) o plasma di perossido di idrogeno (per strumenti termosensibili non resistenti alle alte temperature).
Conservazione e scadenza del materiale sterile
L’OSS deve controllare periodicamente la sterilità dei dispositivi conservati nei depositi e negli ambulatori.
Luogo di stoccaggio: Gli strumenti sterilizzati devono essere conservati in armadi chiusi, puliti, asciutti, sollevati da terra e lontani da fonti di calore.
Verifica dell’integrità: Prima di utilizzare uno strumento imbustato, controlla che la busta sia integra, perfettamente asciutta, non strappata o sgualcita.
Indicatori chimici: Verifica che l’indicatore di processo sulla busta abbia cambiato colore (viraggio completo) attestando il passaggio in autoclave.
Scadenza: La durata della sterilità dipende dal tipo di confezionamento. Solitamente, le buste termosaldate singole hanno una validità di 30 giorni, quelle doppie fino a 60-90 giorni (in base al protocollo aziendale).
Qual è la primissima fase del trattamento dello strumentario chirurgico?
La decontaminazione (o pre-lavaggio). Consiste nell'immergere completamente gli strumenti in una soluzione disinfettante subito dopo l'uso per ridurre la carica batterica ed evitare che i residui biologici si secchino.
Perché non si deve mai saltare la fase di lavaggio o detersione prima della sterilizzazione?
Perché lo sporco residuo o le incrostazioni biologiche creano uno scudo protettivo che impedisce all'agente sterilizzante (calore o vapore) di entrare in contatto con i microrganismi, rendendo la sterilizzazione inefficace.
Qual è la temperatura standard di un'autoclave a vapore saturo?
Le autoclavi lavorano solitamente a 121°C per 15-20 minuti o a 134°C per 5-7 minuti, in base al tipo di materiale da sterilizzare.
Come si verifica che la sterilizzazione in autoclave sia andata a buon fine?
Tramite indicatori fisici (pressione, temperatura registrati sul display), indicatori chimici (viraggio di colore sui nastri o buste) e indicatori biologici (fiale contenenti spore batteriche poi analizzate in laboratorio).
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