Lavoro

Conflitti nell'équipe: guida pratica per OSS

Guida per OSS sui conflitti nell'équipe: distinguere disaccordi e rischi, comunicare fatti e richieste, proteggere l'assistito e chiedere supporto.

Revisione OSSRevisionata da Giuseppe Pignataro, OSS e coordinatore assistenziale. La revisione riguarda chiarezza operativa, ruolo e limiti dell'OSS; non equivale a certificazione o revisione clinica e non sostituisce protocolli aziendali, formazione o indicazioni dell'équipe.
Due OSS e una coordinatrice affrontano con calma un conflitto durante un incontro di équipe

Turni intensi, consegne incomplete e confini di ruolo poco chiari possono creare tensioni. Un conflitto non gestito può ostacolare la comunicazione; affrontarlo bene significa proteggere sia il gruppo sia la persona assistita.

Prima distinzione: che cosa sta accadendo

SituazioneSegnale tipicoPrima risposta
Disaccordo operativoDue modi diversi di organizzare un’attivitàChiarire procedura e priorità
Problema organizzativoCarichi, ruoli o consegne non definitiCoinvolgere il referente del turno
Rischio assistenzialeInformazione omessa o attività non sicuraMettere in sicurezza e segnalare subito
Comportamento offensivo ripetutoUmiliazioni, isolamento o pressioniConservare fatti essenziali e usare i canali aziendali
Minaccia o violenzaPaura, aggressione o pericolo immediatoAllontanarsi, chiedere aiuto e seguire il piano di emergenza

Un episodio spiacevole non consente da solo di formulare una diagnosi di mobbing, molestia o discriminazione. Queste qualificazioni richiedono elementi e competenze specifiche. Ciò non impedisce di segnalare comportamenti concreti, soprattutto se ripetuti o gravi.

Il modello fatto, impatto, richiesta

Una comunicazione breve riduce il rischio di trasformare il problema in un attacco personale.

1. Fatto osservato

Descrivi che cosa è accaduto senza attribuire intenzioni.

“Durante le ultime due consegne non era indicato se la persona avesse già ricevuto assistenza al pasto.”

2. Impatto concreto

Spiega quale difficoltà o rischio produce.

“Così devo ricostruire l’informazione durante il turno e aumenta il rischio di duplicare o saltare un’attività.”

3. Richiesta praticabile

Chiedi un comportamento verificabile.

“Da oggi possiamo indicare attività, orario e risposta della persona nel passaggio di consegne previsto?”

Altri esempi:

  • “Quando le priorità cambiano senza avviso, faccio fatica a coprire le attività essenziali. Possiamo confermarle insieme a inizio turno?”
  • “Questa discussione sta avvenendo davanti all’assistito. La interrompo e la riprendiamo con il coordinatore in un luogo riservato.”
  • “Non ho ricevuto formazione su questa attività. Prima di procedere chiedo il riferimento previsto dalla procedura.”

Quando il confronto diretto è appropriato

Può essere utile quando:

  • non c’è pericolo o aggressività;
  • entrambe le persone possono parlare con calma;
  • il problema è specifico e recente;
  • puoi formulare una richiesta concreta;
  • il confronto non interrompe l’assistenza.

Rimanda il dialogo se siete molto attivati emotivamente, se manca privacy o se il turno richiede prima di mettere in sicurezza una persona. Rimandare non significa ignorare: concorda quando e con chi riprendere il tema.

Quando coinvolgere subito un referente

Chiedi supporto senza tentare una mediazione personale quando:

  • il disaccordo blocca un’attività urgente;
  • una disposizione appare incompatibile con sicurezza o procedura;
  • sono presenti minacce, intimidazioni o violenza;
  • il comportamento offensivo è ripetuto;
  • esiste un forte squilibrio che rende il confronto non sicuro;
  • hai già provato un chiarimento ragionevole senza risultato.

Il referente può essere coordinatore, responsabile del servizio, preposto, ufficio personale o altro canale indicato dall’organizzazione. In caso di pericolo immediato segui il piano aziendale e attiva i servizi di emergenza previsti.

Sicurezza dell’assistito e passaggio di consegne

L’Organizzazione mondiale della sanità include comunicazione inefficace e cattivo lavoro di squadra tra i fattori che possono contribuire al danno evitabile. Se il conflitto riguarda informazioni assistenziali:

  1. verifica subito ciò che serve alla sicurezza della persona;
  2. completa o correggi la consegna attraverso il canale autorizzato;
  3. riferisci al responsabile del turno il rischio concreto;
  4. usa sistemi di incident reporting o non conformità solo secondo la procedura;
  5. affronta il problema relazionale separatamente, in un momento riservato.

Non discutere davanti alla persona assistita e non usare la documentazione sanitaria come spazio per giudizi sui colleghi.

Come annotare senza creare dossier personali

Se devi ricostruire una situazione lavorativa, limita gli appunti a fatti essenziali: data, contesto, parole o comportamento rilevante, impatto sul lavoro e referente avvisato. Non raccogliere dati sanitari, registrazioni non autorizzate, fotografie o conversazioni private.

Per eventi assistenziali usa esclusivamente i sistemi della struttura. Per molestie, discriminazioni, violenza o rischi psicosociali consulta procedure aziendali, rappresentanti dei lavoratori e supporto qualificato.

Strumenti e guide collegate

Apri la checklist per affrontare un conflitto nell’équipe. Approfondisci passaggio di consegne efficace, rischio clinico e quasi incidenti, prevenzione del burnout e ruolo e limiti professionali.

Questa guida non sostituisce le procedure aziendali, la valutazione dei rischi o un supporto sindacale, psicologico o legale individuale.

Fonti consultate

Dati verificati il 20 agosto 2026.

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Domande frequenti

Devo risolvere ogni conflitto direttamente con il collega?

No. Un confronto diretto può aiutare nei disaccordi gestibili, ma non è indicato se ci sono minacce, violenza, forte squilibrio o rischio per l'assistito. In questi casi attiva subito i referenti previsti.

Come segnalo un problema senza accusare il collega?

Descrivi il fatto osservato, l'impatto concreto e la richiesta operativa. Evita etichette, intenzioni attribuite e diagnosi sulla persona.

Un comportamento scorretto è automaticamente mobbing?

No. Mobbing, molestia e discriminazione hanno significati specifici e richiedono una valutazione competente. Puoi comunque segnalare fatti ripetuti o gravi attraverso i canali aziendali.

Che cosa faccio se il conflitto mette a rischio l'assistenza?

Metti in sicurezza la persona, interrompi il confronto davanti all'utente e avvisa subito il referente previsto. Registra l'evento solo nei sistemi autorizzati dalla struttura.